Modigliani: l’uomo e i suoi amori, oltre la pittura

Sono un’autodidatta dell’arte (come anche della letteratura, del cinema, del teatro e di tanto altro). Non ho studiato queste discipline, non so giudicare un quadro tecnicamente, spesso conosco poco dell’artista o della corrente a cui appartiene. Semplicemente vado dove mi porta la bellezza e mi ci metto di fronte per quel poco che conosco o da perfetta ignorante. Così è stato anche per la mostra Modigliani Art Experience al Mudec.

Lo dico subito. Non sono una grande amante delle mostre multimediali. Cercano di far immergere gli avventori nei quadri attraversi video, immagini e suoni, ma il fatto è che trovo che nulla possa emozionare come stare davanti a un quadro. È lì che si crea la vera immersione. O almeno è così per me. Vado comunque a vederle perché la bellezza è esigente e chiama sotto forme e con modi che non sta a me giudicare. Se chiama, io rispondo.

Sono attratta delle opere di Amedeo Modigliani. Non seguono regole o schemi. Sono il frutto di una visione, assolutamente soggettiva dell’artista. Le persone che Modigliani ritraeva non erano fisicamente come venivano rappresentate, eppure erano (anche) così.

La storia di questo pittore colpisce: non si può certo dire abbia avuto una vita facile, tra malattia, povertà e morte precoce. Ma se l’è davvero goduta. Le tante donne e l’affetto di chi entrava in contatto con lui, di molti artisti e non solo, ce lo raccontano. Non mi sorprende sia stato un uomo con un’innata eleganza nel vestire e nel modo di porsi. E quanto dice dell’artista quel foulard colorato che tanto amava indossare. Un biglietto da visita, un segno distintivo.

Modigliani e l’amore. Forse è questo il capitolo che più mi piace. Amori spesso sopra le righe, un po’ folli e malati. Veri e vivi, nonostante tutto, perché senza filtri e senza compromessi. Quando nacque sua figlia, la compagna Jeanne Hébuterne andò all’anagrafe e venne registrata con padre ignoto. Modigliani era senza documenti o forse troppo ubriaco per recarsi anche lui all’anagrafe, eppure, si dice, fosse felice. Tanto felice da scrivere su un pezzo di carta che si impegnava a sposare l’amata per dare, finalmente, ufficialità alla relazione e al suo ruolo di padre.

Morì prima di tenere fede alla sua promessa. Di meningite tubercolare. Aveva solo 35 anni. Jeanne, portata a casa dei genitori e incinta del secondo figlio, il giorno dopo la morte di Modigliani si gettò dalla finestra al quinto piano.

Quanto deve averlo amato per arrivare a sacrificare la propria vita (e quella del nascituro) perché senza Modigliani non aveva senso continuare a vivere?

Vale la pena andare a vedere questa mostra? Sì, anche solo per ricordarci che siamo fatti di passioni, carne, sangue e sogni. In Modigliani Art Experience troverete tutto questo e forse anche qualcosa in più che io non ho saputo cogliere.

Modigliani Art Experience c/o Mudec, 20 giugno – 4 novembre 2018, www.mudec.it