Lady Bird, il coraggio di essere se stessi a ogni costo

Ho pianto, praticamente tutta l’ultima mezz’ora. Lady Bird è il film per chi ha sofferto per essersi sentito diverso. Per chi non è stato capito per aver voluto qualcosa di più. Per chi ha cercato di farsi accettare da una comunità di persone con la quale in realtà non aveva nulla a che vedere.

Non sono in grado di giudicare se effettivamente Lady Bird meriti di avere vinto il Golden Globe come Miglior Film, ma di certo ha molto da dire e lo fa in modo divino.

Questa ragazza così strana, così imperfetta, così fuori dal comune che combatte per affermare la propria identità ha molto da insegnare. E insegna senza arroganza, senza la presunzione dei vincenti, senza la sicurezza dei forti. Lo fa con la dignità di chi parte in salita e sa bene che qualunque cosa succederà, la sua vita sarà sempre e comunque in salita. Perché la diversità è qualcosa che non ti abbandona, neanche quando hai successo. Il successo semplicemente la rende più accettabile agli altri e più vivibile per il diverso.

Non abbiamo scelto il nostro nome. Ce lo siamo ritrovati. Come tante volte non ci siamo accorti di aver seguito strade scelte da altri o semplicemente considerate normali dalla società. Ma cos’è normale, giusto e sbagliato? E poi secondo chi lo è?

Forse dovremmo liberarci da tutte le sovrastrutture partendo proprio da quello che fa Lady Bird: rinnegare il proprio nome di battesimo e attribuirsene un altro, uno più in linea con la sua personalità.  E il nome scelto dice tanto di questa ragazza: cosa c’è di meglio di sentirsi liberi come degli uccelli e volare in alto come loro?

Quanto coraggio in questa adolescente decisa a prendere in mano la propria vita e a non accontentarsi, imparando a conoscersi anche attraverso sbagli clamorosi, amori sbagliati, amicizie di pura apparenza, bugie dette per risultare interessanti agli occhi degli altri, ubriacature solenni.

Ci vuole del fegato a seguire se stessa a tutti i costi, anche se vuole dire prendere le distanze dalla famiglia, perché non è vero che i frutti cadono sempre vicino all’albero: i frutti possono anche cadere lontano e tante volte è giusto che sia così. Lady Bird ne è la prova.

Lady Bird di Greta Gerwig, con Saoirse Ronan, Laurie Metcal, Tracy Letts, Lucas Hedges, Timothée Chalamet; Paese/anno di produzione: USA 2017