Spazio Niko Romito Milano, quando semplicità fa rima con qualità

Dopo essere stati al ristorante in genere si parla dei piatti e della cucina dello chef, ma avete mai ragionato su quanto sia importante il personale in sala? Io sono di quelle persone che con lo staff di sala parla, a volte anche troppo. Mi piace fare domande, mi piace che mi raccontino qualcosa in più su un piatto, sull’arredamento, sui vini. Mi piace sentire i loro pareri, le loro storie.

Mi capita spesso di dimenticarmi i piatti che ho mangiato, ma difficilmente mi dimentico di come sono stata trattata da chi mi ha accolta e mi ha servito le preparazioni e il vino. Oggi gli chef sono personaggi noti, ammirati, guardati come degli artisti. Difficilmente invece si conoscono i nomi del maître o del sommelier. Un vero peccato perché il loro ruolo non è affatto secondario.

Sono stata da Spazio Niko Romito Milano, il ristorante dove lavorano alcuni degli allievi dell’accademia del celebre chef tristellato abruzzese (di Niko Romito ho già parlato nell’articolo dedicato a Bomba). Ci sono tante buone ragioni per cui andarci: una è l’affaccio su Piazza Duomo, che per quanto viva a Milano da anni, mi commuove sempre (ma quanto è bello il nostro Duomo? Impossibile abituarsi al punto di non guardarlo più con occhi rapiti, almeno per me), l’altra è la cucina di alto livello a prezzi accessibili, e l’altra ancora è lo staff di sala.

Sul primo aspetto credo ci sia poco da aggiungere: continuo a guardare il Duomo come la prima volta e tutte le volte è una promessa d’amore rinnovata. Quando ci passerò davanti senza guardarlo e senza sorprendermi per il suo fascino vorrà dire che è tempo per me di cambiare città.

Sul secondo aspetto, non posso che fare i complimenti a Niko Romito per l’idea di aprire questo format di ristoranti dove i suoi (abilissimi) allievi propongono una cucina di qualità, basata su prodotti di stagione selezionati, che ci si può permettere a cuor leggero, perché, diciamocelo, il prezzo conta. Curiosi di sapere cosa ho mangiato e quanto ho speso?  Ho scelto come antipasto Zuppa di pomodoro con verdure di stagione (15 euro). Una sorta di gazpacho all’italiana, fresco, estivo, allegro, colorato. Sinfonia per il mio palato che d’estate vivrebbe di pomodori. E non è un caso se poi ho preso come secondo piatto Melanzana e pomodoro in agrodolce (16 euro). Quando me lo hanno servito sono rimasta sorpresa da una presentazione troppo basic, ma è bastato assaggiare il primo boccone per ricredermi: una delle migliori melanzane che abbia mangiato. Era di consistenza fondente grazie a una cottura perfetta e sembrava fare l’amore con la salsa al pomodoro, i capperi, le olive e al basilico che a un primo sguardo non avevo notato perché nascosti dal trancio intero di melanzana. Un’esplosione di sapore, finito ahimé velocemente, non perché fosse stata piccola la porzione, ma solo buonissimo. Merita di essere citato il pane integrale fatto nel laboratorio del ristorante: fragrante, profumato, con una mollica alveolata morbida, accompagnato da un buon olio extravergine d’oliva siciliano. Come merita di essere ricordato il vino scelto per accompagnare il pranzo: Rebula di Nando, un vino sloveno macerato sulle bucce. Per quel che mi riguarda ottimo da bere da solo e perfetto con i piatti scelti che erano sì semplici, ma molto saporiti e quindi ben si accompagnavo con un bianco con le “spalle larghe”. Per dolce Guazzetto di fiori di sambuco, ciliegie e arachidi (11 euro) e (ve l’ho detto che mi piace il pomodoro, vero?) Pomodoro, yogurt di bufala, crumble al caffè e dragoncello (in foto). Un doppio assaggio perché la regola vuole che si scelgano dessert diversi apposta per poterseli scambiare. Entrambi originali, con abbinamenti di sapore insoliti, il primo molto profumato, composto da una gelatina floreale e una cascata di ciliegie scure a nascondere una crema di arachidi. Il secondo sorprendente per il fatto che prodotti tradizionalmente salati vengano proposti in versione dolce. Un azzardo davvero ben riuscito.

E veniamo al terzo aspetto, lo staff di sala. Tanti complimenti anche a loro per i modi amichevoli, ma sempre discreti e impeccabili e per la pazienza con cui sono stati a rispondere alle mie domande e a chiacchierare di vini e di cucina, a pranzo abbondantemente finito. È possibile che in realtà mi abbiano odiata e che non vedessero l’ora che me ne andassi perché non mi alzavo, continuavo a parlare e loro dovevano sistemare la sala, ma non l’hanno fatto vedere. Anche per questo, hanno tutta la mia stima.

Spazio Niko Romito Milano, 4° piano de Il Mercato del Duomo, Piazza del Duomo 1, Milano – https://www.accademianikoromito.it/spazio/spazio-milano/