Tè verdi giapponesi: cultura e tradizione per un’infusione perfetta

Avete mai toccato le foglie verdi di tè? Io non lo avevo mai fatto, prima di domenica scorsa. L’occasione per farlo è stato il Laboratorio sui tè verdi giapponesi organizzato da La Teiera Eclettica a Milano.

Arrotolare manualmente le foglie fresche di tè si dice Temomi. Una parola dolce e morbida che rispecchia la sensazione tattile che si prova avendo fra le mani le foglie di tè verdi e profumate. Ma non pensate che arrotolare le foglie di tè sia un lavoro semplice: ci sono dei movimenti ben precisi da fare e bisogna farli per almeno tre ore per ottenere il risultato desiderato. Le foglie si trasformano lentamente, cambiano forma e colore, una magia che se non si vede con i propri occhi è difficile credere possibile. Oggi sono soprattutto le macchine ad arrotolare le foglie del tè e lo fanno seguendo i movimenti delle mani: non è la macchina che ha imposto il suo modo di fare, è l’uomo che ha imposto il suo alla macchina. Poter assistere al Temomi non è certo cosa da tutti i giorni, soprattutto a Milano.

Come non è cosa da tutti giorni ascoltare una delegazione di produttori giapponesi di tè provenienti da Shizuoka raccontare come realizzano il loro tè e come si prepara affinché regali al nostro palato tutto il suo meglio, perché preparare la perfetta tazza di tè è il sogno di tutti gli appassionati di questa bevanda dalle infinite sfumature. Non so quante tazze di tè io abbia preparato e bevuto in vita mia, ho perso il conto, alcune volte (e neanche poche) il risultato è stato disastroso. La perfetta tazza di tè dipende da svariati elementi: la tipologia di tè, la quantità di acqua da usare per l’infusione, la temperatura dell’acqua, la quantità di foglie di tè da mettere in infusione, il tempo di infusione. Ogni tè ha le sue regole di preparazione e i giapponesi in questo hanno molto da insegnare a noi occidentali. Poi secondo me c’è il fattore X, quello che non ti spieghi, ma che rende una tazza di tè sublime o imbevibile, e che nessuno potrà mai spiegarti.

Abbiamo parlato tanto, ma abbiamo anche bevuto tanto, perché sul tè la teoria è poca cosa se non è accompagnata dalla pratica. La degustazione è il momento che si attende con più impazienza e le papille gustative di chi ha partecipato al laboratorio sui tè verdi giapponesi sono state ampiamente appagate. Dal  delicato Sencha Tobetto al raffinato Machiko, dal deciso Koshun al pregiatissimo Gyokuro, dal regale Matcha Aoi No Mukashi al morbido Machiko tostato, è stata un’esperienza di quelle che difficilmente si dimenticheranno.

Se Gyokuro (imparerò mai a farmi un’infusione di questo tè straordinario senza che mi diventi troppo astringente?!) e Matcha mi erano familiari (ma non così tanto visto che nel Cha Kabuki, il gioco che consiste nell’indovinare i tè da colore, profumo e sapore, ho riconosciuto solo 2 tè su 5!), una vera sorpresa sono stati il Tobetto (si fa presto a dire Sencha, ma non sono certo tutti uguali, questo che arriva dall’omonima località è una chicca per gli amanti del genere) e il Machiko.

Machiko è un nome femminile in Giappone. Il tè che porta questo nome, non a caso è pensato per essere un tè femminile per la sua capacità di sedurre e conquistare il palato di chi lo gusta. Nasce dal blend delle migliori foglie raccolte da 30-35 piccoli produttori del distretto di Shimizu, che coltivano tè ad altezze diverse e in terreni differenti, conferendo così a questo tè complessità e sfumature di gusto che altrimenti non avrebbe. A contraddistinguere questo pregiato tè è la caratteristica nota di foglie di fiori di ciliegio.

Di questi tè mi ricorderò l’eleganza, come eleganti sono stati i produttori che ce li hanno raccontati. Mi ricorderò il loro rispetto, le spiegazioni appassionate, la generosità nel voler condividere il loro sapere e i loro sorrisi accoglienti. Non parlavamo la stessa lingua eppure è stato facile capirci davanti a una tazza di tè. Forse perché il linguaggio di quelle preziose foglie è universale per chi ama questa bevanda.

Sabato 3 novembre tra le 11:30 e le 13:00 e lunedì 5 novembre tra le 18:30 e le 20:00, da La Teiera Eclettica (via Melzo 30, Milano), sarà possibile assaggiare il Temomi prodotto con le foglie fresche di tè durante il laboratorio. Io non perdo l’occasione per assaggiarlo visto che ho in minimissima parte contribuito all’arrotolamento e soprattutto le ho viste trasformarsi sotto ai miei occhi. Accettate un consiglio: andateci anche voi e scoprite quanta cultura c’è dietro a un prodotto ancora così poco conosciuto come il tè.

 

(Foto: Pixabay)