Un Picasso che distrugge e crea a Palazzo Reale

Sono andata alla mostra Picasso Metamorfosi pensando di vedere il “solito” Picasso e invece ho trovato un Picasso diverso, romantico, sentimentale, passionale. Al tempo stesso uomo e genio.

Picasso non è mai stato fra i miei artisti preferiti, eppure del Picasso ora a Palazzo Reale mi sono innamorata subito, fin dalla prima sala. Starò cambiando io? Sarò in una fase che mi permette di capire ciò che prima non riuscivo a cogliere? È molto probabile. L’arte parla, ma non sempre siamo pronti ad ascoltare ciò che ha da dire. E questa in particolare è una mostra che parla tantissimo, sussurra continuamente messaggi alle orecchie dei visitatori. Li si leggono sui pannelli, sui muri, li raccontano le opere esposte.

Si rivolge al nostro desiderio di cambiamento, di realizzare noi stessi, di capire chi siamo, di concretizzare i nostri sogni. Regala emozioni, tocca le corde molto profonde. Baci, abbracci, femminilità, mascolinità, mitologia, passioni, paure. Impossibile non essere travolti da sentimenti ed emozioni.

Perfetto l’allestimento che affianca alle opere di Picasso frasi tratte da Le Metamorfosi di Ovidio (leggetele con attenzione, rivelano verità), sculture di Rodin, di Ingres e non solo. Un percorso al termine del quale si può uscire cambiati, avendo capito qualcosa in più di noi stessi.

Preparatevi a incontrare un Picasso fauno, un Picasso minotauro (“Se tutte le tappe della mia vita potessero essere rappresentate come punti su una mappa e unite con una linea, il risultato sarebbe la figura del minotauro”), un Picasso classico, un Picasso antico e un Picasso avveniristico.

In mostra non solo i suoi quadri, ma anche disegni, ceramiche e sculture in materiali diversi. Un Picasso più che mai attuale e desideroso di essere immortale. “Non c’è passato né futuro in arte. Se un’opera non può vivere sempre nel presente, non se ne deve assolutamente tenere conto” e ancora “Io non mi evolvo, sono. In arte non c’è né passato né futuro”. Troverete un Picasso curioso nei confronti delle donne (“Un uomo che guarda una donne mentre dorme, sta cercando di capire i suoi sogni”), predatore e a sua volta preda perché ossessionato dalle donne stesse, dal possederle, dal comprenderle (“Come ogni artista sono innanzitutto un pittore della donna e, per me la donna è essenzialmente una macchina per soffrire”).

Mai come in questa mostra Picasso è tutto e il contrario di tutto. È caos ed è ordine. Distrugge e crea. E fra le sue creazioni, sono meravigliosi i “Bagnanti” in bronzo e “La donna in giardino” in ferro. Sculture fuori dagli schemi, primitive e moderne. E’ anche grazie ad esse che Picasso ambisce all’immortalità (“E così ho compiuto quest’opera che né l’ira di Giove, né il fuoco, né il ferro, né il tempo vorace cancelleranno mai più”).

C’è una frase in particolare di Picasso che dovremmo fare nostra adattandola alla vita che facciamo: “Dopo tutto, si può soltanto lavorare contro. Anche contro se stessi. È molto importante. Un pittore non deve mai fare quello che la gente si aspetta da lui. Il peggior nemico di un pittore è lo stile”. Un inno alla libertà da qualunque tipo di canone imposto.

Picasso Metamorfosi fino al 17 febbraio 2019
Palazzo Reale, Piazza Duomo 12, Milano
http://www.mostrapicassomilano.it