Paul Klee tra simboli, magia, sogno e realtà

Si dice che mentre si dorme la mente elabori eventi passati e presenti, che possa restituire immagini che sono vere e proprie risposte a dubbi e paure. La mostra di Paul Klee al Mudec è come un sogno a occhi aperti.

«L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è.»

Si viene rapiti da una dimensione che non è quella in cui siamo soliti muoverci eppure sentiamo familiarità con quei simboli e con quelle forme astratte che Klee ci presenta. Ci si riconosce in quei tratti anche se spesso non li si comprende razionalmente. D’altronde questa è una mostra da guardare senza cercare spiegazioni. La si deve vivere, non razionalizzare. Solo così si comprende quanto sia coinvolgente questo viaggio nel colore e nell’umanità. L’arte di Klee si spinge fino ai suoi albori, a epoche di cui non abbiamo memoria, ma a cui apparteniamo.

In questa mostra comprendiamo quanto la creatività di Klee non ha confini, né geografici né temporali. Non appartiene a nessuna nazione specifica a nessun popolo in particolare. È senza tempo e senza luogo. Se non si sapesse che sono opere del pittore tedesco si potrebbe pensare che provengano da antiche civiltà del Centro-Sud America, ma c’è anche tanto Oriente e alcuni caratteri tipicamente occidentali.

«Non appartengo solo a questa vita, perché io vivo bene con i morti, come con i non nati, più vicino di altri al cuore della Creazione, ma sempre troppo lontano.»

Una fusione di culture che restituisce al visitatore un racconto unico nel suo genere e scevro da etichette. Del resto Klee è proprio interessato a ciò che non può essere definito, al lato selvaggio, primitivo e indomabile dell’uomo e dell’arte che dall’uomo scaturisce. Ecco allora che racconta la realtà attraverso ideogrammi, rune, elementi inventati, policromie. Un po’ come fa la mente mentre si dorme. Attenzione a non commettere l’errore di voler trovare una spiegazione logica, se cercate di farlo Klee si farà beffe di voi.

«Dietro la varietà delle interpretazioni c’è un ultimo segreto e la luce dell’intelletto si spegne miseramente.»

Non sottovalutate la sala con le marionette create da Klee per far giocare il figlio, guardare la realtà con gli occhi di un bambino vi aiuterà a capire la magia di questa mostra che vuole portarci lontano da schemi e definizioni.

Paul Klee, alle origini dell’arte fino al 3 marzo 2019
Mudec, via Tortona 56, Milano
http://www.mudec.it/ita/klee-mostra-mudec-milano/