Un Carlo Carrà che si rinnova e si trasforma in mostra a Milano

Se amate Carlo Carrà resterete entusiasti della mostra dedicata al pittore a Palazzo Reale. Se lo conoscete poco, andateci perché scoprirete questo artista straordinario capace di trasformarsi e rinnovarsi come pochi altri.

Un maestro del Novecento di cui andare fieri. Un uomo che ha incarnato e fatto suoi tutti i cambiamenti del periodo storico in cui è vissuto caratterizzato da eventi drammatici come le guerre mondiali e da un intenso fermento artistico e politico.

Uno, nessuno e centomila, verrebbe da dire. Uno perché l’impulso creativo di Carrà è continuo, unico e travolgente. Nessuno perché Carrà non ha aderito in via esclusiva a nessuna corrente. Centomila perché ha seguito i movimenti e i diversi stili dell’epoca ottenendo sempre risultati d’eccellenza.

E allora si parte per un viaggio alla scoperta di Carrà ma anche di quella parte di Novecento in cui è vissuto. L’allestimento prevede sette sezioni che rappresentano altrettante tappe artistiche di Carrà. Ogni sezione racconta un periodo, un pensiero e uno stile. Ci si trova così ad entrare nella vita dell’artista, passeggiando tra Divisionismo, Futurismo, Primitivismo e Metafisica, per poi godere del ritorno del pittore alla rappresentazione della natura, dei paesaggi, dei ritratti e della figura umana che tanta centralità avrà negli affreschi che il pittore fece per il Palazzo di Giustizia di Milano. Un percorso espositivo che è anche un percorso storico, artistico e di vita. Vi si trovano le opere più conosciute di Carrà, insieme ad altre meno note, ma altrettanto potenti.

Dedicate del tempo alla visione dei filmati, avrete modo di sentire la voce di Carrà, capire come viveva, cosa pensava. Vi parlerà del suo bilocale a Milano, dove andavano e venivano artisti italiani e stranieri, fra cui Marinetti, Severini, Balla, De Chirico, Casorati, Depero, Morandi e Monzù. Vi racconterà di quando guadagnava due lire dal suo lavoro, di quanto fu fondamentale il sostegno economico dello zio che gli permise di frequentare l’Accademia di Brera passandogli un mensile di 50 lire, senza dei quali non avrebbe potuto permettersi gli studi. Verrete a conoscenza che alcuni palazzi signorili in via Paleocapa a Milano hanno delle decorazioni dipinte da Carrà, anche se non firmate dall’artista. Sentirete le parole della moglie. Vedrete il tavolo disordinato, zeppo di colori e pennelli dove Carrà lavorava. Saprete del periodo in cui visse a Parigi, dove gli artisti potevano guadagnare bene; la Parigi di Renoir, quella che poi avrebbe accolto anche un altro grande italiano come Modigliani. E poi del suo periodo a Londra, da cui dovette tornare dopo aver speso tutti i soldi che aveva messo da parte. Scoprirete la sua passione per le carte, lo scopone scientifico in particolare, e di come si animasse al gioco, tanto che si preferiva lasciarlo vincere per tenerlo calmo. Insomma, conoscerete l’uomo e non solo l’artista.

Bellissima la frase dove dice che gli si rimprovera di non essere singolare, ma lui non ci tiene ad esserlo, ci sono già tante persone che lo sono. È il pensiero di un pittore che vuole solo essere lasciato libero di esprimersi in base a quel che sente giusto per sé in quel momento e se l’ispirazione arriva da altri artisti che ben venga.

Carrà vi conquisterà con questa mostra, sempre che non l’avesse già fatto prima, allora semplicemente avrete conferma della sua grandezza.

Carlo Carrà in mostra fino al 3 febbraio 2019
Palazzo Reale, piazza Duomo 12, Milano
http://www.mostracarlocarra.it